LUGLIO – LA PAROLA DEL MESE : CORTESIA


 

 

LA PAROLA DEL MESE : CORTESIA

di Maddalena Cavalleri e Lorenzo Gobbi

È come una vibrazione, una luce particolare: se c’è, tutto risponde vibrando a sua volta e assumendo un colore rasserenante, che allevia la fatica necessaria. Come il polline, profuma e vivifica, posandosi ovunque: ci segue fino a casa, impregnando gli abiti.
È fatta di piccoli gesti, attenzioni, pazienza, benevolenza, assenza di pretese, rispetto dei limiti e ruoli senza ostentazioni di forza. Mette a proprio agio; a volte, sorprende. Non implica che si sia tutti d’accordo su tutto, anzi: aiuta a essere diversi mediando i conflitti; impedisce alle relazioni di degenerare a causa della fatica, dell’incomprensione, dello scoraggiamento o della delusione per il merito non riconosciuto e per lo sforzo non apprezzato
Le buone maniere“, assicurava San Filippo neri, “sono il principio della santità“. Potremmo osservare che, se anche non fosse la santità il nostro obiettivo, le buone maniere sono il segno della dignità riconosciuta a tutti, in primis a se stessi: ci riconosciamo degni di cortesia anche quando l’altro si comporti diversamente, e gli riserviamo esattamente ciò che riteniamo giusto per noi.
Ci vuole forza: la lingua della cortesia è largamente minoritaria nella società e nei media. La scuola, in fondo, non è una “corte“ in cui ciascuno cerca di dare il meglio di sé, proteso a realizzare un valore superiore a vantaggio di tutti? Se vogliamo che lo sia, la cortesia è il suo linguaggio, il suo distintivo morale, il suo baluardo contro la barbarie. Non è superflua né scontata: l’impegno di tanti insegnanti, ausiliari, segretari, dirigenti e anche di tanti genitori, che non fanno notizia.
Gli studenti ci restituiscono ciò che respirano: la cortesia del personale della scuola compie nella loro animo una piccola rivoluzione. È un seme che spesso dà i suoi frutti.